L’hard boiled italiano di Davide Pappalardo: recensione

L’hard boiled italiano di Davide Pappalardo: recensione

2 min read

(di Dario Brunetti)

Milano, 1970

La notte del 23 dicembre, il gangster Joe Le Maire, dopo aver trascorso la serata nei  suoi locali notturni abituali, nel rincasare trova il cadavere del suo braccio destro Molinari, riverso in una pozza di sangue e trafitto da ventisette coltellate.

Chi si metterà sulle tracce del colpevole sarà l’ex poliziotto, e ora investigatore privato, Libero Russo.

Con l’aiuto di Marione, un suo vecchio ‘compagno di squadra’, dovrà risolvere il caso cercando, nel contempo, di alleggerirsi in fretta dal peso di un altro assassinio  risalente all’anno prima, e ancora poco chiaro.

Ambientata in una Milano anni 70, dove la criminalità organizzata dilagava con rapine ed estorsioni, droga e racket della prostituzione, Buonasera (signorina) é una storia ruvida e sporca, di gangster e prostitute e di night club, di pistole e di delitti che si consumano nel freddo di notti dicembrine, in una città che vive i clamori di un tumultuoso fermento sociale.

Davide Pappalardo è bravo nel combinare realtà passate, ma ancora vive nella memoria collettiva, tramite intrecci degni del migliore Hard boiled americano.

Personaggi facilmente riconoscibili all’occhio del lettore, che si muovono tra un bicchiere di whisky e uno swing di Fred Buscaglione, e un improbabile protagonista come investigatore privato, animano la storia.

Romanzo noir dal  retrogusto amaro e malinconico, quello raccontato da Pappalardo si presenta curato già nell’ambientazione, capace di calarci con realismo nel pieno dell’atmosfera anni ‘70 grazie all’uso di svariati riferimenti del quotidiano: musicali, sportivi o cinematografici, fin’anche eroi dei fumetti con cui identificare  in dettaglio quell’epoca.

Buonasera (signorina) ha una trama elaborata con dovizia nel servirsi di tali riferimenti, cadenzando il percorso di quegli anni  di eclatante cronaca nera.

La scrittura è consapevole e matura, rendendo il romanzo un vero gioiello, e lo reputo un piatto invitante per il lettore che volesse rivivere tempi e ricordi dal  la storia del nostro paese.

Inoltre, la scelta di raccontarlo in un’inaspettata salsa Hard boiled mi ha regalato un gusto di lettura particolarmente saporito.

Buonasera (signorina) di Davide Pappalardo

 220 pagine,  Eclissi Editore (19 ottobre 2016)

[contact-form-7 404 "Non trovato"]

 

 

dariovillasanta

Related Posts

Come ti scrivo un bacio

Come ti scrivo un bacio

Sciascia e Dostoevskij: così lontani, così vicini. La ‘Metafisica del sottosuolo’ di Antonina Nocera

Sciascia e Dostoevskij: così lontani, così vicini. La ‘Metafisica del sottosuolo’ di Antonina Nocera

Non è un Paese per mamme: la maternità moderna secondo Angela Langone

Non è un Paese per mamme: la maternità moderna secondo Angela Langone

Contestare Umberto Eco? Si può. ‘La rosa e il suo doppio’, di Loriano Machiavelli

Contestare Umberto Eco? Si può. ‘La rosa e il suo doppio’, di Loriano Machiavelli

No Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.