I peggiori luoghi comuni sui libri.

I peggiori luoghi comuni sui libri.

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(di Dario Villasanta)

I più tremendi luoghi comuni sui libri: qual è il vostro preferito?

Quali i più diffusi, quali i più odiosi?

Ho provato a stilarne una personale classifica, credo siano fin troppo pochi, ma potrebbe tranquillamente diventare un papiro che neanche i rotoli del mar morto. Ve li elenco con qualche mio commento, sentitevi liberi di divertirvi e aggiungerne a volontà.

  • Leggere fa chic. Certo che è chic, ma se fatto sul serio. Ma mi risulta ben altro per un gran numero di persone (per lo  più donne, si dice in giro) cioè un’ottima maschera di ben altri vezzi, meno cartacei e più carnali, da rendere  visibili su Facebook, nonché per darsi un tono di superiorità in mezzo agli altri.
  • Io amo la poesia. Ma metriche e endecasillabi non li hanno mai sentito nominare. Diciamo che è una scusa per scrivere ‘ad minchiam’ qualsiasi cosa salti in mente. In prevalenza, questi soggetti amano solo la loro, di poesia, anche perché temo siano gli unici a capirla.
  • Ci sono più scrittori che lettori (oppure: ormai scrivono tutti). E questo non sarebbe grave. Noi da ragazzini si passavano pomeriggi annoiati sui muretti o nei cortili di condominio, qualcuno in più che si cimenta nello scrivere è sempre meglio che un ragazzo annoiato che si ammazza di canne o di fesserie in motorino. Certo, è uno strumento che necessita basi, ma per quello ci stiamo ancora lavorando.
  • Scrivere è un hobby. Hobby un cazzo. E pensate: l’ho sentito dire da editori, o pseudo-tali. Quando si rubano ore al sonno, alla famiglia e a sé stessi per sfornare e produrre un prodotto editoriale di qualità, quando si pagano di tasca propria le trasferte per le presentazioni, quando ci si immola all’autoproduzione, non è più un hobby ma un lavoro. Quasi sempre in perdita, tra l‘altro.
  • I romance sono i porno delle casalinghe. Io questo non lo so, dovreste dirmelo voi.
  • Le letture impegnate? Mi interessano, ma io la sera voglio rilassarmi… Tradotto: non andrà mai oltre ‘I classici Disney’ letti al gabinetto.
  • ‘Il nome della rosa’, ovvero: il libro che tutti hanno comprato, ma nessuno ha letto. E’ vero? Ditemelo voi. Certo è ostico, io ci sono riuscito grazie a infarinature di diverse lingue straniere, che lì sono riportate in versione medievale. In ogni caso, se l’affermazione è vera, molti che citano Eco  sproloquiano e null’altro.
  • Ho riletto il tal libro… Ci avete mai fatto caso? Ci sono persone che non dicono mai ‘ho letto’, ma ‘ho riletto’, come usavano fare i politici della Prima Repubblica. Ora, se è vero mi inchino per l’accuratezza nei loro approfondimenti. Se non è vero, mi chiedo: fa solo più figo, o più ammuffito? E soprattutto: davvero credete che abbiate tutto questo tempo a disposizione per rileggere tutto e sempre?

Vi lascio il gusto di continuare la lista con le vostre considerazioni, mi aspetto di divertirci.

Scrivete al modulo di contatto qua sotto per dirci il luogo comune più assurdo che abbiate mai sentito.

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dariovillasanta

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