Lettera a Dostoevskij

Lettera a Dostoevskij

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(di Alessandro Bastasi)

Caro Fëdor Michajlovič, non è vero che la Bellezza salverà il Mondo, o meglio, che il Mondo sarà salvato dalla Bellezza (Мир спасет красота). Мир non vuol dire solo Mondo, ma anche Pace. Quindi anche la Pace sarà salvata dalla Bellezza? Lo sai anche tu che non è vero, in tutti i tuoi romanzi contraddici questa affermazione, dall’Idiota ai Fratelli Karamazov, per citarne solo due. E allora? Che cosa salverà il Mondo, la Pace? La fede in Cristo? Dopo che vedendo la copia del Cristo Morto in casa di Rogožin il principe Miškin dice che, “osservandolo a lungo, si può anche perdere la fede”? In un mondo che racconti così bene nella Leggenda del Santo Inquisitore? Nel mondo dei “Demoni”? Io non capisco, Fëdor Michajlovič, spiegami che cosa vuoi dire con quella frase, tanto ambigua: nella profondità della tua anima in che cosa credi? E venendo al mondo di oggi, 2021: che cosa lo salverà? Quale Bellezza? Quale Idiota, quale folle di Dio, quale Cristo? In una realtà come quella attuale, dove per i più conta il benessere materiale, dove la cultura è sempre più considerata un accessorio proprio degli illusi, dove è scomparso il senso del divenire del tempo e vale solo il presente, il qui e ora, che cosa può fare, che cosa direbbe un uomo come te? Sai, a volte, riflettendo sull’attualità di questo pianeta fintamente interconnesso, disumanizzato, nel quale vedo tanta solitudine, comprendo forse di più il nichilismo di Stavrogin che il tormento religioso di Kirillov, così bene raccontati nei tuoi Demoni. E sono quasi certo che nemmeno tu crederesti, oggi più che mai, a quella tua frase così famosa, e tanto a sproposito citata.

Chi è Alessandro Bastasi:

Con un passato di attore teatrale, a Venezia aveva recitato al teatro Ridotto con il mitico Gino Cavalieri. Ha continuato in seguito a calcare le scene, ultima partecipazione nell’atto unico Virginia  (2010) di Giuseppe Battarino e altri.

Nella seconda metà degli anni ’70 ha scritto numerosi articoli di argomento teatrale per riviste del settore (SiparioLa Ribalta), per il periodico Fronte popolare e per il quotidiano La sinistra

Tra il 1990 e il 1993 vive tra Mosca e San Pietroburgo. Gli avvenimenti di quegli anni – di passaggio dall’URSS alla nuova Russia – gli danno materia per il suo primo romanzo La fossa comune, pubblicato nel 2008 da 0111 Edizioni e ambientato nella capitale russa. In seguito pubblica: 

2010:  La gabbia criminale (romanzo, Eclissi Editrice)

2011:  Città contro (romanzo, Eclissi Editrice)

2013:  La scelta di Lazzaro (romanzo in ebook, Meme Publishers editore)

2014: Milan by night (racconto, nell’antologia Una notte a Milano, Novecento Editore)

2016:  Era la Milano da bere (romanzo, Fratelli Frilli Editori)

2017: Morte a San Siro (romanzo, Fratelli Frilli Editori)

2018: Notturno metropolitano (romanzo, Fratelli Frilli Editori)

           La suite del piano di sopra (racconto, ebook, Oakmond Publishing)

2019: Milano rovente (romanzo, Fratelli Frilli Editori)

2020: Milano e i pensieri oscuri (romanzo, Fratelli Frilli Editori)

La scelta di Lazzaro (nuova edizione rivista e rieditata, Divergenze Edizioni)

Io sono un quadro aziendale! (racconto, nell’antologia Senza pietà, Cento Autori Edizioni, a cura di Colomba Rossi, prefazione di Massimo Carlotto)

Altri racconti sono presenti in altre antologie e in vari siti letterari.

 

Dario Villasanta

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