‘à rebours’ di Huysmans, il libro dimenticato di Letizia Vicidomini

‘à rebours’ di Huysmans, il libro dimenticato di Letizia Vicidomini

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(di Letizia Vicidomini)

Esistono libri dimenticati? Credo sia unicamente il destino di quelli senz’anima oppure senza niente da raccontare, mentre ce ne sono alcuni che sono definitivi, e indimenticabili, come quello di cui sto per parlare.

Era il 1980, frequentavo le superiori con il sogno di diventare disegnatrice di moda, e per questo avevo scelto una scuola diversa dal liceo classico consigliato dai professori. Eppure la lettura mi accompagnava costantemente, e un amico più grande mi fece leggere un piccolo libro incantato. Me lo passò con riservatezza da carbonaro, quasi fossero pagine messe all’indice, ma forse era solo perchè lo riteneva un testo raffinato. Mi tuffai tra le pagine con ingordigia, e non me ne sono mai pentita. Ancora oggi rileggo passi sottolineati, durante gli anni (quaranta a pensarci bene) l’ho sempre guardato a modello per la minuziosa descrizione di oggetti e situazioni.

Un libro decadente, oscuro, paranoico, ma un’esperienza quasi mistica.

Si trattava (si tratta) del capolavoro di Joris Karl Huysmans “À rebours”, un vero trattato di estetica capace di rapirti con il suo linguaggio, portandoti altrove, in un luogo dove tutto è amplificato.

Il protagonista Jean Floressas Des Esseintes,  unico erede dei beni dei genitori, di cui è rimasto orfano in giovane età, conclusi gli studi Des Esseintes si immerge nella vita parigina; tuttavia, deluso dalla frivola mondanità della vita condotta con i suoi coetanei, decide in via definitiva di sciogliere ogni contatto con la società, e si rifugia in una villa in campagna, dove inizia il suo eremitaggio misantropico e misogino a distanza da qualsiasi distrazione. Evitando il più possibile i contatti con i domestici e con il mondo esterno Des Esseintes si dedica a soddisfare ogni suo desiderio e ogni piacere: arreda la casa con una cura maniacale scegliendo meticolosamente i colori e gli abbinamenti che più lo soddisfano; acquista una tartaruga e, insoddisfatto dell’accostamento dei colori di questa con quelli della sua abitazione, le fa incastonare sul carapace una composizione di pietre preziose selezionate con cura, su sfondo di oro, allestisce una biblioteca contenente i volumi da lui preferiti, appositamente rilegati su carte pregiate, e così via. La sua vita scorre così tra la lettura, la degustazione di alcolici e bevande, la composizione di profumi e la cura delle piante. Un romanzo che ha lasciato segni fortissimi, anche nella mia scrittura, e per me un’esperienza indimenticabile. Come ogni buon libro dovrebbe essere.

Chi è Letizia Vicidomini: 

Letizia Vicidomini è nata a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, è speaker per le maggiori emittenti nazionali e regionali, attrice e voce pubblicitaria.

La prima pubblicazione è del 2006, il romanzo “Nella memoria del cuore” edito da Akkuaria, seguito da “Angel” del 2007. Nel 2012 è la volta de “Il segreto di Lazzaro”, edito da CentoAutori con prefazione di Maurizio de Giovanni.

Per Homo Scrivens pubblica “La poltrona di seta rossa” (2014),“Nero. Diario di una ballerina” (2015) ,“Notte in bianco” (2017) e “Lei era nessuno” (2019). Da poco è uscito “La ragazzina ragno” per Mursia (2021)

Suoi racconti sono in numerose antologie.

 

Dario Villasanta

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