La cultura a scuola: come si fa? (pt.1)

La cultura a scuola: come si fa? (pt.1)

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(di Laura Veroni, docente e scrittrice)

In questa tetralogia di articoli, la scrittrice e docente Laura Veroni spiega teoria, pratica e motivazioni di un’impresa ardua per tutti: far apprezzare ai ragazzini la bellezza della cultura e la sua utilità nel quotidiano. Questa è la sua introduzione all’argomento.

Pensando alla mia carriera scolastica (ormai quasi trentennale) posso dire di avere assistito a grandi cambiamenti nella didattica e nella metodologia dell’insegnamento. Ho vissuto l’evolversi dell’universo scuola in termini sempre più tecnologici ma non per questo necessariamente migliori. Ho iniziato con una didattica basata unicamente sui libri e sulla lezione di tipo frontale, per arrivare, attraverso una serie di riforme, a una che il libro lo usa sempre meno.
Se un tempo gli alunni erano “soggetti passivi”, oggi sono diventati i protagonisti della propria formazione, grazie proprio alla progettualità e all’uso dei nuovi strumenti informatici.     
Mi si potrebbe chiedere che cosa ho notato nel passaggio delle generazioni di studenti nell’arco di tutti questi anni, se io trovi migliori quelli di ieri o quelli di oggi. Posso sicuramente affermare che li trovo diversi. Oggi gli alunni sono decisamente più frettolosi nel voler raggiungere il risultato, aiutati proprio dai mezzi informatici, che li portano a saltare le tappe intermedie dell’apprendimento: applicazione, impegno, abnegazione.        
C’è da chiedersi quanto la tecnologia abbia realmente contribuito a migliorare l’apprendimento dei nostri ragazzi. Anni fa, quando l’insegnante assegnava, per esempio, una ricerca, gli studenti si davano da fare per reperire materiale utile attraverso libri, enciclopedie, giornali; si recavano in biblioteca (luogo di cultura per eccellenza) e venivano in contatto con il mondo dei libri di carta, imparavano ad apprezzarne il profumo e quello diveniva poi il profumo stesso della conoscenza, perché le informazioni cercate e lette venivano apprese davvero. Oggi, invece, basta un motore di ricerca qualunque e un semplice copia e incolla e la ricerca è fatta, il lavoro svolto. Ma la parola “lavoro” ha tutt’altro significato. Treccani recita infatti così: lavóro s. m., qualsiasi esplicazione di energia (umana, animale, meccanica) volta a un fine determinato.           
Si può dire che un apprendimento facilitato sia davvero efficace?      
Personalmente ritengo che non saranno mai le macchine, i computer, a promuovere cultura, se dietro a tutto questo non c’è il rapporto umano alunno-docente che è, e sempre rimarrà, il motore vero di un apprendimento che genera conoscenza, gettando dentro a ognuno il seme della cultura.  

Chi è Laura Veroni:

Laura Veroni è nata il 14 04 1963 a Varese, dove vive attualmente.        
Ha frequentato il Liceo Classico “Cairoli” e si è laureata in Pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.     
Insegnante di Lettere in una Scuola Secondaria di Primo Grado della sua città, ha un blog, Tutti i colori di Laura, e un sito didattico, La prof Veroni e i suoi alunni.    
È inoltre scrittrice di noir.  
Ha esordito come giallista, vincendo il premio di migliore scrittura femminile nel concorso GialloStresa 2013 con il racconto “La Chiesa”.           
Ha collaborato con il sito ThrillerNord, per il quale ha pubblicato numerose recensioni.

Ha pubblicato

I Delitti di Varese, Fratelli Frilli Editori 2016      
Varese, non aver paura, Fratelli Frilli Editori (Menzione Giallo Garda 4^ edizione) 2017
Il fantasma di Giada, Fratelli Frilli Editori, collana “I Frillini”   2018
Concerto di Morte, Fratelli Frilli Editori 2018    
Il ruolo, Autodafé Edizioni 2017  
Il passato non muore, Fratelli Frilli Editori 2019           
Thanatos, pulsione di morte, Amazon 2020     
Il mostro del Verbano, Morellini Editore 2020  

Vincitrice dei concorsi:

Cartoline di Natale 2013   
Premio Europa 2018         
concorso Beggi 2020         
Giallo Trasimeno 2021                  

Dario Villasanta

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