La cultura a scuola: come si fa? Pt.3: la pratica

La cultura a scuola: come si fa? Pt.3: la pratica

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(di Laura Veroni, docente e scrittrice)

Dopo averci introdotto nell’argomento cultura e giovani e averci esposto la teoria secondo le linee guida del MIUR, la Prof Veroni documenta la pratica di questo particolare insegnamento dal suo punto di vista pratico. 

Bisogna appassionare i ragazzi alla bellezza insita nelle pagine dei libri, che sono pagine di vita, specialmente in riferimento alle materie umanistiche, ma non solo.
Marco Dallari, professore ordinario presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento, sostiene che il segreto sta proprio nella bellezza: non importa il mezzo (anche se, probabilmente, le arti sono un medium più adatto), ma la capacità di educare e di educarsi al bello.       
David Hume invece diceva che una causa evidente per cui molti non avvertono il sentimento della Bellezza è la “mancanza di quella delicatezza dell’immaginazione necessaria per poter essere sensibili a quelle emozioni più sottili”. Educazione alla bellezza è allenamento della competenza emotiva e della sensibilità, è formare quella “delicatezza dell’immaginazione” di cui parla appunto Hume. Perché Il contrario della bellezza non è la bruttezza ma la rozzezza culturale e l’ignoranza emozionale. In altre parole, per educare alla bellezza dobbiamo saper organizzare esperienze che, attraverso l’estetica, riescano a stupire. Per farlo, dobbiamo superare l’idea di un’arte (di una cultura) noiosa, fredda e ripetitiva e trasformarla in relazione, in narrazione. È proprio il contesto relazionale che può riavvicinare bambini e ragazzi all’arte e, quindi, alla bellezza.

Una cosa molto importante è affascinare i ragazzi alla lettura. Oggi i giovanissimi leggono sempre meno, vuoi perché hanno sempre meno tempo da dedicare a questa attività, presi come sono da tutte le altre che vengono loro propinate oltre la scuola, ad esempio la pratica di diversi sport (io ho alunni che ne praticano più di uno, altri che lo fanno a livello agonistico e vi dedicano diverse ore alla settimana, se non al giorno), oppure lo studio di uno strumento musicale o l’approfondimento dello studio di una o più lingue straniere. Tutto bello, tutto positivo, per carità, ma la giornata è sempre di ventiquattro ore. Ci sono poi la televisione, i videogiochi, i social. Insomma, molti dei nostri ragazzi non hanno momenti vuoti, pause nella loro giornata da dedicare a sé stessi e alla lettura di un buon libro, che potrebbe invece essere formativo, utile ad aprire la mente, potrebbe aiutarli nella crescita personale.       
Ma veniamo alla pratica: cosa faccio io, professoressa Veroni, per affascinare i miei ragazzi alla lettura?         
Parto da azioni banali, li invito a una lettura espressiva, intonata, poi leggo io stessa brani scelti da antologie scolastiche, che trattino argomenti quali: adolescenza, rapporto con i coetanei, rapporto con i genitori, rapporto con figure di riferimento; racconti sull’amore adolescenziale che li coinvolgano in prima persona. Avvio, subito dopo, dei dibattiti per confrontarsi tra loro, li invito a stendere degli elaborati scritti. Leggo e faccio leggere poesie che tocchino i sentimenti oppure storie che scuotano le loro coscienze, tipo racconti di guerra, storie vere, lettere, testi toccanti come “Se questo è un uomo”. Cito libri da me letti, che mi hanno lasciato un segno, glieli racconto, cercando di trascinarli nel mio mondo emotivo.         
Spesso faccio seguire alla lettura un lavoro scritto, di interpretazione del testo, di comprensione dei personaggi e del loro punto di vista, nonché di immedesimazione. Chiedo una riflessione: se tu fossi quel personaggio, come ti saresti comportato in quella situazione? Avresti agito come lui o diversamente e perché? Questo aiuta i ragazzi a considerare non solo la propria posizione ma anche quella altrui, li porta a capire che non c’è una sola verità (la propria), ma che esiste anche quella degli altri. Con i miei studenti più piccoli metto in atto un’altra strategia: stravolgere le fiabe. Mi piace partire dalla lettura di fiabe classiche che si concludono con la frase “… e vissero tutti felici e contenti” e lasciare loro la libertà di inventare il seguito della storia. Saranno davvero tutti felici e contenti? Altre volte mi piace invitarli a partire dal personaggio più brutto della storia, dal cattivo e antipatico, per provare a spiegare il perché sia così. Della serie: cattivi si nasce o si diventa? Li spingo a narrare situazioni che possano avere indotto il cattivo a divenire tale. E i ragazzi dimostrano di avere molta creatività, ma anche senso della realtà.

Nella scuola in cui insegno, la Vidoletti di Varese, invogliamo i ragazzi a leggere anche grazie a un progetto di Istituto che coinvolge alunni dalla materna alla secondaria di primo grado, del quale, tra l’altro, sono la referente organizzatrice: il VIDOLEGGIAMO (Vido da Vidoletti, Leggiamo… beh, mi sembra inutile spiegarlo).         
Ogni tre anni (progetto triennale) viene scelta una tematica da sviluppare (declinata con diverse sfumature nell’arco del triennio), che sia comune a tutto l’istituto, con la libertà delle classi di svolgerla come meglio ritengono.      
Cito un esempio: LE RELAZIONI: L’AMBIENTE (primo anno), NOI E GLI ALTRI (secondo anno), LA LEGALITA’ (terzo anno).     
Vengono invitati esperti del settore e scrittori di libri per ragazzi. Al progetto è legata la gara di lettura, organizzata da una libreria. Con questa, si invitano gli studenti di ogni classe a leggere almeno due libri scelti tra una rosa di dieci. Si inizia a lavorare a ottobre e si termina ad aprile, quando, per una settimana intera, si concentrano gli eventi di cui sopra e le classi si scontrano nella gara. La classe vincitrice incontrerà alla fine dell’anno le classi vincitrici delle altre scuole che avranno aderito alla medesima. In palio una coppa.   
Questo progetto si prefigge diversi obiettivi didattici e educativi (trasversali). Tra i tanti obiettivi educativi, cito i seguenti:

  • Rispettare regole e consegne
  • Imparare a lavorare in gruppo e a collaborare con compagni e insegnanti
  • Sviluppare atteggiamenti di supporto, comprensione, allocentrismo nei confronti del prossimo
  • Sensibilizzarsi verso le problematiche degli altri a livello scolastico e non solo
  • Cogliere il valore dell’altro da sé in quanto fonte di arricchimento di esperienze di vita e conoscenze
  • Imparare a rapportarsi positivamente e in modo collaborativo con compagni portatori di disabilità, con compagni di diversa nazionalità…

Come insegnante insisto con i miei ragazzi sugli effetti benefici della lettura:           
stimolare la mente        
ridurre lo stress               
migliorare le conoscenze       
espandere il vocabolario       
migliorare la memoria                 
rendere più forte la capacità analitica del pensiero       
migliorare il livello di attenzione e di concentrazione              
migliorare le abilità di scrittura            
provocare tranquillità.

Prendere una classe, per una docente di Lettere, che trascorre dieci ore alla settimana per tre anni insieme ai suoi alunni, è un po’ come prendere dei “figli” e supportarli nel loro cammino di crescita in quella che (nella scuola secondaria di primo grado) è una fase di transizione molto importante della vita di ogni individuo: il passaggio dall’infanzia all’adolescenza.   

Prossima e ultima parte: il fattore umano (e la DAD) 

 

Chi è  Laura Veroni:

è nata il 14 04 1963 a Varese, dove vive attualmente.        
Ha frequentato il Liceo Classico “Cairoli” e si è laureata in Pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.     
Insegnante di Lettere in una Scuola Secondaria di Primo Grado della sua città, ha un blog, Tutti i colori di Laura, e un sito didattico, La prof Veroni e i suoi alunni.    
È inoltre scrittrice di noir.  
Ha esordito come giallista, vincendo il premio di migliore scrittura femminile nel concorso GialloStresa 2013 con il racconto “La Chiesa”.           
Ha collaborato con il sito ThrillerNord, per il quale ha pubblicato numerose recensioni.

Ha pubblicato

I Delitti di Varese, Fratelli Frilli Editori 2016      
Varese, non aver paura, Fratelli Frilli Editori (Menzione Giallo Garda 4^ edizione) 2017
Il fantasma di Giada, Fratelli Frilli Editori, collana “I Frillini”   2018
Concerto di Morte, Fratelli Frilli Editori 2018    
Il ruolo, Autodafé Edizioni 2017  
Il passato non muore, Fratelli Frilli Editori 2019           
Thanatos, pulsione di morte, Amazon 2020     
Il mostro del Verbano, Morellini Editore 2020  

Vincitrice dei concorsi:

Cartoline di Natale 2013   
Premio Europa 2018         
concorso Beggi 2020         
Giallo Trasimeno 2021      

Dario Villasanta

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