Ci provo ogni giorno

Ci provo ogni giorno

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Ci ho provato anche ieri, ma non mi è riuscito.

Mi sono alzato con tutti i buoni propositi del mattino, senza neanche più il cerchio alla testa di chi ha bevuto un bicchiere di troppo, ma non ce l’ho fatta neanche stavolta.

Avevo deciso che mi faceva schifo il suo odore, il suo ricordo, o anche solo il ricordo del suo odore e, in effetti, è sempre così. Tutti i giorni. Questa storia deve finire.

Mi piaceva la sua compagnia coinvolgente, mi era piaciuta fino alla sera prima di ieri sera e di qualsiasi ieri io abbia mai conosciuto, o di uno ieri a caso che ormai non ricordo più, ma mi era piaciuta, almeno fino a un certo punto. Poi è diventata invadente. Invadente al punto da farmi prendere la mano e seguire i suoi ritmi: ritmi da camaleonte, quei ritmi che ti puoi permettere solo quando sei euforico, quando riesci a sentire l’emotività darti al cervello e goderne e volerne sempre di più. Ma tu sai che è la sua compagnia che ti dà quell’euforia, e allora la cerchi, brami la sua presenza come se fosse droga, ti cerchi in lui e lui si cerca in te.

Poi arriva il giorno in cui ti accorgi di non poterne più fare a meno, sai che lui ti possiederà e ti distruggerà da dentro, a furia di scavare  e farti scavare in quello che meno vorresti ricordare. Ti scaverà una buca profonda. Anzi, diciamo la verità anche se fa male: scaverai da solo la tua fossa per l’unico motivo che te l’ha suggerito lui, senza peraltro manco dirlo apertamente, senza manco quel coraggio.

Siamo stati bene insieme. Abbiamo riso, cantato e scopato come se non ci fosse stato un domani.  Abbiamo abbaiato alla luna come cani selvatici, liberi e senza freni di alcun tipo; abbiamo cavalcato le voglie di chi non vedeva l’ora di donare il suo corpo a gente come noi;  abbiamo nuotato negli inferni di questa terra uscendone sempre ridendone e ingiustamente incolumi come prima.  Chi vorrebbe lasciare un rapporto così?

È un amore tormentato il nostro, qualcuno lo chiamerebbe tossico, ma sono proprio quei rapporti che ti fanno godere quando più ti senti schiavo, inerme, indifeso senza di lui, senza la sua presenza, il suo calore, il suo sapore in bocca.

Poi ci siamo scontrati con la vita. Anzi, sarebbe più giusto dire che mi ci sono scontrato io.

La salute non era più quella giusta, l’emotività e l’ansia erano così abituate a guidare i miei gesti quotidiani che attecchirono come erbacce a ogni mio momento. Parlavo da solo, mi  incazzavo per niente, mangiavo male e bevevo parecchio. Pertanto, se quello che prima era un divertimento che mi dominava e trascinava, adesso un divertimento non lo è più. Eppure ti sembra di non poter sopportare la vita con la sobrietà che sarebbe necessaria, non senza di lui, il tuo lui predestinato.

Adesso si agita la sofferenza per l’idea di doverlo lasciare. Invero, non è tanto l’idea di stare senza di lui che mi atterrisce, è l’idea di cosa potrei essere io senza di lui che mi fa venire la tachicardia, tremare le mani e stringere lo stomaco. Divento nervoso.

Però, un po’ di coraggio perdio! Così mi dico, e allora dico basta: con lui devo rompere, e me lo dico ogni giorno. Devo trovare il modo. Ma come? Qualcuno o qualcosa che lo sostituisca? Sapreste farlo voi? Come si fa a sostituire un amore? La motivazione c’entra poco, quando non c’è niente e nessuno che reputi alla sua altezza per sopportare quella merda che si chiama vita è un gran problema, ma a quel punto il problema, realizzi d’un tratto, dunque sei tu.

E allora tocca provarci sul serio, e una volta per tutte.

Ieri ci ho provato, e anche ieri ho fallito. Fallirò pure oggi forse, ed è per questo che scrivo queste righe di mattina: perché lui non mi senta e non mi abbia, almeno non nei moti interiori, non nei momenti in cui posso parlare da solo e lucidamente con la mia anima, proprio là in fondo, dove nessuno dovrebbe mai toccarti.

Ti lascio, bicchiere di vino, o adesso o mai più… No, non diciamo cazzate: o adesso o anche domani, perché oggi non so se ci riuscirò, oggi ho già fallito, ho già deciso di fallire prima ancora di berti, e sarà sempre così se avrò un momento di sconforto e mi sentirò solo, anzi sarà ancora peggio. Ma c’è sempre un domani per continuare a scavare il fondo, o un domani per ricominciare.

Io vorrei tanto ricominciare, e fallirò mille volte provandoci.

Io ci provo ogni giorno.

Dario Villasanta

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